
Il volto della statua di
S. Giorgio a
Ragusa
San Giorgio è venerato da tutto il mondo cattolico come martire della Chiesa.
Per quanto riguarda la sua storia, essa ci viene descritta, seppur con notizie poco certe, da un testo antico chiamato “Passio Georgi”, considerato un’opera apocrifa secondo il “Decretum Gelasianum” del 496 d.C. del Papa Gelasio I.
Secondo il testo agiografico, Giorgio nacque nella regione della Cappadocia in un periodo compreso tra il 250 e il 281 d.C. da Geronzio, persiano, e Policroma, cappadocia.
Entrambi i genitori lo educano alla religione cristiana fino all’anno in cui Giorgio intraprende la carriera militare.
Si trasferisce in Palestina, dove viene arruolato nell’esercito dell’imperatore Diocleziano.
Per i suoi meriti e il suo valore arriva a ricoprire cariche elevate, fino ad arrivare a diventare una delle guardie del corpo di Diocleziano come ufficiale delle milizie.
Nei primi tre secoli d.C. si contano dieci persecuzioni contro i cristiani, tra le quali l’ultima proprio di Diocleziano che colpisce pure Giorgio. Per i cristiani scattavano pene durissime, come per esempio la distruzione delle chiese,
la confisca dei beni, la consegna dei testi sacri e cosi via.
L’atto supremo di Giorgio è di rinnegare la religione pagana (politeista) e, a quanto riporta lo storico Eusebio, l’aver strappato l’editto di Nicomedia (decreto contro i cristiani) davanti all’imperatore.
Accusato di alto tradimento, venne arrestato, non prima di aver venduto tutti i suoi averi ai poveri.
La Chiesa lo ricorda per il martirio, cioè una sorta di terribili e sanguinarie punizioni che dovette subire.
La data della sua morte dovrebbe ricondursi al 303 d.C. e la tomba si trova presso Lidda (l’odierna Lod che si trova in Israele).